Il volume raccoglie la produzione poetica di Luigi Di Franco tra gli anni 1997-2016 svoltasi dentro una sempre nuova cura verso i significati della pensante condizione umana in grado di cogliere attraverso il viaggio della poesia l’eterno nel transeunte, il duraturo nel temporaneo. Una poesia, dunque, che appartiene all’esistenza spirituale che apre alle infinite sfumature della vita dello spirito. Nell’umano viaggio solo la presenza della «città posta in alto» come vivente presenza d’Essere è la guida del cammino, spesso complesso e arduo, nella molteplice condizione dell’uomo. Il viaggio simbolico nell’azzurro della luce del pensiero si fa così protagonista dell’interiore svelamento dell’Essere attraverso le vie spirituali della memoria e dell’esistenza. Svelamento evocato e incontrato da una poesia in cui il «paesaggio interiore» si fa canto trascendentale capace di riportare ogni simbolismo alla parola del Principio. La poesia, pertanto, introducendo alla presenza spirituale come sentire metafisico, si fa esaltante tensione e cifra di ritrovamento del riscatto ultimo e ogni dualismo metafisico tra essenza ed esistenza diventa un incontro e una sintesi dove la parola stessa della poesia, come iniziazione alla verità, fa vivere al lettore la Presenza trascendentale. Ogni dato naturale e culturale, facendosi tramite la poesia simbolo universale, si apre a quel varco che porta dall’effimero al regno trascendentale della gentilezza. Questo percorso, come viaggio in una sempre viva “poesia del cuore”, è riunito nel presente volume che raccoglie la poesia dei precedenti volumi Sentieri del tempo del 1999, Canti di Pietraluna del 2009, Canto a Villarosa del 2015, a cui si aggiunge anche l’inedita raccolta Il Patio nel Blu del 2016.

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