Il poeta nella silloge “Una terra il mio cuore” attesta la consapevole precedenza dell’esistenza sulla storia, perché la persona esistente preesiste nella Verità e proviene dalla Verità. Luce e Verità, termini ricorrenti nella silloge, attestano che ogni immagine è sempre portatrice manifestativi di significati e pensieri costitutivi. La ricerca di Verità genera nel poeta una forte e continua tensione verso un futuro dove valori e vita coincidano. Bisogna saper attendere, adoperandosi perché la Verità-Luce spazzi le nuvole, perché la Verità “discendere non può nella notte”. Il sole tornerà. Il poeta pertanto compie un viaggio spirituale e filosofico alla ricerca della Verità., un viaggio dalla Verità assoluta all’autocoscienza della persona umana. Di fronte alle varie falsificazioni della storia e delle coscienze umane solo la poesia è via che permette la riconquista ed il ritorno all’innocenza interiore. In tal senso il percorso delle poesie della silloge attesta in modo magnifico la fusione di pensiero e sentimento attingendo a fonti di autentica liricità. Nel testimoniare dell’umano bisogno di unità con la Verità la silloge guida ad una percezione pura dei dati della natura, cosicché ciascuno possa conciliare ogni distanza tra soggettivo ed oggettivo, tra idealità e concretezza. La terra promessa è dono del cuore e la poesia andando oltre il reale si fa viaggio contemplante verso il senso che è sentimento della parola e voce della speranza. La poesia è richiamo e rapporto con l’essere in quanto genera nel sentire delle immagini e nel vedere dei significati la possibilità di una integrale relazione tra io relativo e Tu assoluto. La meraviglia di tale rapporto fa sì che la parola diventi metafora di un incontro che è sempre dono più grande. Nella poesia ogni io nascosto può ritrovare e capire le ragioni del trionfo della Verità.

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