In questo numero della rivista alle pp. 39-60: “Il varco oltre in fascismo in Vitaliano Brancati” di Luigi Di Franco.

Il saggio “Il varco oltre il fascismo in Vitaliano Brancati” di Luigi Di Franco, alle pp. 39-60 del n. 1 aprile a. 4 (2014) di <<Kosmos 315>>, traccia il percorso storico e letterario sulla svolta che determinerà il superamento della trappola di una storia ideale ed umana dentro il fascismo da parte del Brancati che, prima compartecipe con tutta una gioventù della militanza nel fascismo di sinistra, approda poi a un liberalismo moderato. In particolare la frequentazione dell’ambiente romano negli anni 1930-1931 e l’incontro e la conoscenza con Borgese facendo scoprire a Brancati il valore reale della sicilianità,in antitesi ai miti dell’italianità promossi dal suo sodale Interlandi, gli permette, sulla scia di Borgese, un’evocazione autobiografica della Sicilia, che, attraverso la valorizzazione dell’amara musicalità verghiana, gli farà scoprire la trama sociale ed i concreti rapporti tra gli uomini come base di deformazioni, storture ed illusioni. Il magistero di Borgese subentrando all’influenza di Interlandi impedirà un’ulteriore adesione di Brancati alle idee del fascismo, tanto che Brancati, ancora dentro al circuito individuo-regime come attestato dalle richieste al regime degli anni ‘35-’37, non sarà però più disposto ad asservire il proprio sentire d’artista al regime. Nei i travagli del proprio mondo interiore tra il 1933 e la prima metà del 1934 Brancati consuma, prima nell’arte e poi nella vita, i propri conti con il fascismo. Infatti con la poetica dell’insignificanza e del comico portata avanti negli anni di Caltanissetta Egli trasfigurerà nell’arte il vissuto della sua reale esperienza che diventa superamento della vanità intellettuale piccolo borghese che lo aveva rinchiuso nell’asservimento al regime totalitario. L’Autore rileva nel saggio come Brancati dalla scoperta del comico non fermerà più dal ’34 la propria via di fuga dal fascismo nonostante i propri privati compromessi, infatti nel comico, come via d’arte per interpretare la vita, è ormai in lui attivo il pensiero nuovo della libertà interiore. La svolta, avviata dal romanzo Singolare avventura di viaggio scritto nella primavera del 1933 e pubblicato nel 1934, evidenzia come nel crogiuolo della sicilianità l’esame di coscienza porti lo scrittore alla rinascita della “greca genialità” capace di cogliere il vero oltre ogni illusione.

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