La silloge poetica “Fuochi Barocchi” esprime attraverso l’uso della forma estetica simbolica e metaforica il merito proprio del registro del poeta di saper recuperare, prendendo le mosse dal proprio mondo interiore e nel continuo confronto con la realtà, il vero significato formale di Barocco poetico. Tutta la silloge presenta un rincorrersi, un sovrapporsi e un rinnovarsi di immagini e metafore che danno pienezza e plasticità al sentimento ed ad una ricerca della parola funzionale alla chiarezza del concetto. Lungo un itinerario che va dalla Verità all’autocoscienza e dall’analisi dell’io alla Verità la ricerca poetica si sviluppa, quindi, contemporaneamente sul piano concettuale e sul piano pratico mettendo in rilievo il ruolo centrale dell’io pensante e sperante. Nella silloge quest’itinerario si storicizza e l’infinito diventa lo spazio e il tempo dell’azione determinata, il percorso ideale diventa in modo evidente percorso storico del poeta nella sua ricerca di corrispondenze tra la sua realtà interiore e il reale sensibile. Questo viaggio ha tre momenti: la sorgente, l’incontro nel tempo e l’adempimento. Dove l’adempimento, come approdo e ricerca continua, necessita di eterni valori quali libertà, uguaglianza e fraternità. Vivere in comunione con i valori ed esserne parola diventa lo scopo della vita e della poesia. La silloge presenta, quasi in una epifania culturale ed umana, la “presenza” ontologica del Tutto. Di questa presenza sono attestazione Villarosa e la sua gente, l’ambiente familiare e i luoghi dello spirito incontrati dal poeta. Tappa centrale in questo vissuto spirituale è la “Spagna” che appare al poeta come luogo storico-culturale rivelativo dell’inesauribile creatività di Dio e degli uomini. Nella vasta galleria di località, monumenti e personaggi spagnoli il poeta coglie con squisita sensibilità l’anima della Spagna e la trasferisce nell’attimo eterno della parola nell’animo del lettore. Solo l’intelligenza è garanzia di bontà e permettendo la conquista della misericordia porta sia all’ascolto di Dio che alla sua trasparente intesa nell’azione di vita. L’avvenire è aperto solo all’io nudo e non a tutte le sue sovrastrutture. 

Condividi

Risposte